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RITROVA IL GIUSTO PESO DOPO LA GRAVIDANZA

Sei sempre attenta a pesare anche i milligrammi alla bilancia dietetica, scegli accuratamente tutte le versioni light di formaggi e yogurt, cerchi di fare un po’ di moto, bebè permettendo, ma la bilancia non dà un resoconto confortante. C’è un sistema per rendere più proficui gli sforzi e arrivare ai risultati agognati nel più breve tempo possibile? Ecco alcuni trucchetti per bruciare più calorie. Tutto parte dal cosiddetto metabolismo basale, cioè da quei processi che trasformano il cibo in energia, in modo da far lavorare i nostri organi al meglio. Peccato però che c’è chi, per dono di natura, ha un metabolismo più ‘veloce’, quindi riesce a smaltire meglio quel che mangia, chi ha invece un metabolismo più lento e si ritrova subito addosso ogni ‘sgarro’ alla dieta. Siamo condannate quindi dalle nostre caratteristiche genetiche ad avere rotolini di ciccia? In parte, perché ci sono anche piccoli accorgimenti per dare una smossa al nostro metabolismo e spingerlo a consumare di più. Vediamone alcuni.

• Consuma più proteine. A parità di calorie introdotte con il cibo, l’organismo brucia di più per digerire le proteine piuttosto che i carboidrati o i lipidi. Inoltre le proteine servono a costituire il tessuto muscolare, cioè la massa magra, a discapito della massa grassa. Tra i cibi proteici dai la preferenza a carne e pesce: il pesce, in particolare, grazie alla sua ricchezza di iodio, stimola l’attività della tiroide, che ‘comanda’ al metabolismo di lavorare di più.

• Non rinnegare i carboidrati. Primo perché pane, pasta e riso danno senso di sazietà e soddisfazione anche da un punto di vista psicologico, (aspetto fondamentale in ogni dieta), secondo perché, se assunti in dosi non eccessive, incrementano anch’essi il metabolismo.

• La regola dei cinque pasti. Ormai quasi tutte le diete lo riconoscono: meglio frazionare i pasti piuttosto che farne solo due-tre abbondanti. Questo perché il sistema digestivo si affatica meno e il metabolismo viene impegnato più volte al giorno, quindi si mantiene in attività e consuma inevitabilmente di più. Mangiando poco e spesso, inoltre, si mantiene costante il livello della leptina, un ormone che regola il senso di sazietà.

• Meglio al mattino che alla sera. Il metabolismo è più efficiente fino alle 14 circa, mentre tende a rallentare alla sera, quindi se proprio vuoi concederti qualche strappo, meglio di giorno, riservando alla sera una cena più parca. Per questo motivo, meglio i carboidrati a pranzo e le proteine a cena.
• No a diete troppo lunghe. Dopo un po’ di tempo che siamo a dieta, il metabolismo si adatta alla nuova situazione ed ecco che, pur di difendere le riserve di grasso, rallenta la sua attività e per di più va ad intaccare la massa magra, cioè i muscoli, che sono invece quelli che bruciano più calorie.

• Fai attività fisica. È risaputo che con il movimento si brucia di più, però forse non tutti sanno che è anche uno stratagemma per smaltire proprio il tessuto adiposo: se al cervello arriva il messaggio che i muscoli devono essere impiegati per fare sport, nel momento in cui l’organismo ha bisogno di intaccare le riserve (come succede quando siamo a dieta) non va a ‘disturbare’ i tessuti muscolari, ma attinge direttamente ai depositi di grasso. Perché sia efficace, però, l’attività fisica deve essere varia e costante, cioè deve prevedere almeno 3-4 allenamenti alla settimana della durata di 40-50 minuti, e coinvolgere un po’ tutti i distretti muscolari.

• Dormi di più. Ebbene sì, dormire fa bene alla linea, sia perché durante la notte si attiva l’ormone della crescita, che fa lavorare il metabolismo, sia perché aumenta la produzione di leptina e diminuisce quella di grelina, ormone che invece stimola l’appetito.

PRIMI PASSI VERSO LA GRAVIDANZA: QUALCHE CONSIGLIO DA SEGUIRE

Se credi sia arrivato il momento di dedicarsi alla maternità e prepararsi alla nascita di un figlio, ci sono delle cose che dovresti sapere per iniziare con il piede giusto questo lungo e faticoso percorso.

Come prima cosa dovresti imparare a riconoscere i ritmi del tuo corpo, individuando i giorni più fertili durante il ciclo mestruale. Potrebbe risultare molto utile prendere nota ogni mese del giorno di inizio, in modo da definire con esattezza i giorni dell’ovulazione.

Per contare queste giornate particolari esistono diversi metodi, dalla misurazione della temperatura corporea all’osservazione del muco cervicale, fino al controllo dell’urina. Rivolgendoti al tuo ginecologo non avrai problemi a scoprire le diverse modalità e quella che ti si addice di più.

Senza dimenticare che esistono efficaci kit digitali che consentono di monitorare l’urina comodamente da casa. A tutto questo bisogna aggiungere anche uno stile alimentare corretto, che predisporrà il corpo al concepimento.

Dovresti ad esempio introdurre nella dieta quotidiana cereali, ortaggi a foglia verde e succo di arancio, alimenti ricchi di acido folico, essenziale per la prevenzione delle malformazioni neonatali.

Impossibile poi sottovalutare l’importanza della regolare attività fisica, in grado di migliorare la salute generale dell’organismo e rendere il corpo più forte ed allenato ad affrontare la gravidanza.

Anche il calcio è fondamentale per una dieta corretta, un minerale prezioso per lafutura mamma e per il regolare sviluppo del nascituro. Pare infatti che il calcio aiuti a prevenire l’ipertensione arteriosa e le conseguenti complicazioni durante i nove mesi di gestazione.

Infine è sempre utilissimo ridurre lo stress, per quanto possibile. Esso ha ripercussioni negative sulla salute riproduttiva delle donne e in alcuni casi può anche inficiare i successi dei trattamenti per infertilità. Adotta delle tecniche di rilassamento e concediti ogni giorno una piccola pausa.

Qualche piccolo consiglio che potrà aiutare il tuo corpo a trovare tutte le energie necessarie per quello che sarà il momento più bello della tua vita. Ne hai altri da aggiungere?

Cose che non sopporto nell’essere mamma

Parto da un presupposto: la maternità non è stata mai un idillio, per me, nel senso che non mi sono mai sentita investita da un’aura di santità quando sono diventata mamma, soprattutto i primi 3-6 mesi di vita di Dafne. Tuttavia, ho avuto una maternità divertente, che mi è costata poca fatica, per una serie di fortunate circostanze su cui non rimarco troppo (sonno, svezzamento, ecc…) che sicuramente mi rendono una privilegiata rispetto a chi ha avuto bimbi che non dormono una cippalippa, o che non mangiano, o che, soprattutto, non stanno bene.

Insomma, non ho mai visto la maternità come un’ideale a cui tendere: sono sempre stata molto concreta. Non ho idealizzato il mio ‘ruolo’, che ritengo fondamentalmente identico a quello di mio marito, e non ho mai creduto di essere più importante di lui nella vita di Dafne, nemmeno nei primi mesi di vita.
No, non farei un secondo figlio, ma con Dafne è stato divertente fare la mamma e lo sta diventando sempre di più con la crescita, ed è avvenuto tutto in modo molto naturale.

Insomma: tutta questa lunga premessa per dire che, sì, essere mamma ti fa venire le occhiaie, ma per me è stato anche molto entusiasmante e non mi posso DI CERTO lamentare.

Però… però ci sono delle cose dell’essere mamma che proprio non mi garbano, ma per niente. Per esempio odiavo lavare e sterilizzare i biberon, detestavo l’odore permanente di brodo durante lo svezzamento, e naturalmente la vita scandita da blocchi di 3 ore in 3 ore: delirante. Non sopportavo che gli estranei mi toccassero la pancia, non sopportavo chi mi portava via la bambina dalle braccia senza garbo (e senza chiedere), e non sopporterò mai quello stato di semi-invisibilità che deriva dall’essere madre, quando in pratica tu non esisti più e sei trasparente, e le attenzioni sono concentrate tutte sul bambino. Per non parlare di quanto mi sento chiamare: Mamma di Dafne. Maporcapaletta, io mi chiamo Barbara, non MammaDiDafne!

Ma una cosa, soprattutto, mi pesa un sacco: non poter  essere una non-mamma per qualche ora al mese. Spero che mia figlia stia sempre bene, e spero con tutta me stessa di restare mamma per sempre, e di rispettare il ciclo della vita. Ma ogni tanto mi piacerebbe potermi prenderequalche ora di libertà dalla mammitudine, e tornare ad essere semplicemente Barbara, poter fare qualcosa di stupido e irresponsabile, poter staccare la spina per qualche minuto.

Perchè nella vita puoi prendere le ferie da tutto: dal lavoro, dai parenti, dagli amici e persino dal marito. Ma non dai figli.
Quando diventi mamma, ti si appiccica un bollino di mammitudine nel cervello, per cui, anche se esci o se vorresti dormire fino alle 9, la tua mammitudine non può essere cancellata.

Per fortuna, eh… non dico assolutamente il contrario.
Certo, però, che una volta mi piacerebbe potermi regalare un weekend di puro ozio, svegliandomi a mezzogiorno e stando sola in una casa silenziosa, senza il pongo sotto le ciabatte e il moccolo sulla maglia, mangiando alle due del pomeriggio e non alle 12 in punto, leggendendo un libro dall’inizio alla fine… e soprattutto senza dovermi occupare d’altri che DI ME STESSA.

Essere mamma: dalla teoria alla pratica

Resti incinta e le due lineette del test di gravidanza ti aprono un mondo di nuvolette rosa. Impossibile smettere di fantasticare: come sarà mio figlio, come sarò io, adesso mi compro i libri del dottor Spock, faccio la lista delle pizzerie d’asporto… Ma in ogni caso, avrò una regola, una regola assoluta che non infrangerò mai, costi quel che costi: anche dopo il parto sarò una mamma super trendy, con i tacchi 12 e il passeggino sportivo, i capelli sempre in ordine, un filo di eye liner anche per andare a buttare il sacco dei pannolini sporchi.

Io non sarò come quelle che si lasciano andare, assolutamente.

E poi diciamolo: basta saper educare i figli, mica è una questione di fortuna. Mio figlio dormirà tutta la notte, mangerà le verdure e forse sarà anche molto intelligente.

NON CI VUOLE MICA UNA SCIENZA.

 
Il giorno del parto, poi, arriva lui, una specie di pallone da rugby del peso specifico del piombo, brutto e raggrinzito come ET quando sta perdendo le forze, con la faccia schiacciata e le unghie affilate: tuo figlio. E’ un figlio bellissimo, e il pediatra ha comunque giurato che quel colorito verdastro sparirà presto. Il corredino super trendy di Dolce & Gabbana gli andrà irrimediabilmente stretto o irrimediabilmente largo, ma è comunque tuo figlio: una volta finito il trauma del parto saremo tutti a casa e TUTTO ANDRÀ COME PREVISTO.

Da quel momento, tu, ragazza metropolitana cresciuta a metà tra il diario di Bridget Jones e Sex and The City, sarai come una splendida tappezzeria vintage: tua suocera ti strapperà il bambino dalle braccia alla prima occasione, e ti dirà cose bellissime, come:
– assomiglia tutto alla nonna!;
– dammi il MIO bambino, l’amore della nonna, vieni ANNONNATUA;
– vuoi che ti aiuto un pochino?: tu pulisci casa che io ti tengo il bambino;
– quando pensi di metterti un po’ in forma? Hai la pancia.

Tu, che sotto quelle occhiaie da panda in cattività possiedi ancora una scintilla di vita, in qualche modo sopravviverai ai primi 12 mesi di maternità: imparerai a memoria le canzoni dei Teletubbies, riuscirai a lavarti i capelli entrando nel guinnes dei primati per la doccia più veloce del mondo, tornerai a fare sesso con tuo marito (protetto… stavolta non ti fregano più), e incredibilmente sarai persino felice che tua suocera abbia smesso di rivolgerti la parola per dedicarsi completamente al nipote, stordendolo per ore con: puccipicci bububu bebe gugu settete amoredellanonna!
(Credimi, un giorno tuo figlio capirà da solo in quale anello della scala evolutiva si trovi tua suocera: non dovrai nemmeno sforzarti di dargli spiegazioni).

Certo, alcune cose cambieranno (no, non erano ancora cambiate abbastanza):

Piangerai quando c’è la pubblicità delle calze che dice ‘speriamo che sia femmina’ – anzi, piangerai AD OGNI pubblicità film, cortometraggio e persino probabilmente guardando youporn.

Le unghie non smetteranno più di crescere: ogni giorno cresceranno di un centimetro, e dovrai dedicare un’ora alla settimana a tagliarti le unghie delle mani e dei piedi, e sommando tutte le ore passate a tagliarti le unghie, vivrai circa 2 anni in meno del resto della popolazione.

Il tuo senso dell’udito diventerà bionico: potresti sentire il battito d’ali di una farfalla che nasce a Pechino. Dormire sarà una gimcana tra i suoni della notte: bambino, parquet, uccellini che cantano, pesce rosso che nuota nella vaschetta, camion della spazzatura, camion pulisci strade, TICCHETTIO DELL’OROLOGIO DELL’APPARTAMENTO DI FIANCO. Sarà rilassante.

Immortalerai qualunque istante di tuo figlio: mentre mangia, mentre fa la cacca, mentre fa la pipì, mentre gioca, mentre cammina, mentre dorme, mentre fa niente. Il salvaschermo del tuo PC e del tuo telefonino saranno pieni di foto del bambino. In una riunione di lavoro, aprendo il file salvato sulla chiavetta nella cartella ‘colloquio promozione che mi cambierà la vita‘, partirà il video della prima pappa di tuo figlio e sarà impossibile fermarlo.

Non posso rimproverarti: ho ripreso la prima pappa di mia figlia con un video che in confronto il rifacimento storico del National Geografic sulla Guerra dei Cent’anni era un cortometraggio. E da lì, è stato tutto un frullare, omogeneizzare, tritare, sminuzzare, mescolare. Durante il periodo dello svezzamento avevo perso l’olfatto: in casa l’odore di brodo si era impossessato dei divani, delle lenzuola, dei vestiti, delle tende… Uscivo di casa e l’odore del brodo era ancora fissato dentro il mio cervello, un odore psicologico, come quando continui ad annusarti le ascelle in ascensore, con molta discrezione, per poi accorgerti che il custode del palazzo ti vede dalla telecamera centralizzata.

Beh, alla fine, pure questo passa. Non so dirti come o quando è successo, ma dopo attimi di puro terrore (non ce la farò mai, sono troppo stanca, sono una cattiva madre, QUANDO ME LO PRENDONO AL NIDO CHE NON LO SOPPORTO), ecco, ad un certo punto senti di aver superato la soglia critica.SEI SOPRAVVISSUTA.

E, ti dirò, guardandoti indietro, ti renderai finalmente conto che – oh – ti sei pure divertita!

Persino mia figlia in qualche modo è sopravvissuta. Ha raggiunto l’età dei 6 anni, ha imparato a leggere e scrivere e anche – in caso di necessità – a chiamare il telefono azzurro. Ha imparato ad apparecchiare il tavolo e a prepararsi da sola i toast con la sottiletta, scalda la tisana nel microonde, e, soprattutto: LA DOMENICA MATTINA SI ALZA DA SOLA, SI ACCENDE LA TV E NOI POSSIAMO DORMIRE.

Quindi, quando pensi, come madre, di non farcela, ricorda una cosaprima o poi questi figli saranno adolescenti, e saremo noi a fargliela pagare anche se la teoria è sempre, SEMPRE diversa dalla pratica, aver studiato un po’ ti sarà servito a stare meglio. Nel frattempo avrai un bravo compagno o una brava compagna, a fianco, che ti aiuterà al 50%, ma soprattutto subirà in silenzio – e con affetto – ogni momento di ‘sconvoltezza’, ogni esaurimento e soprattutto ogni stanchezza.

Prima o poi essere madre ed essere te stessa saranno la stessa cosa: quando tu ti vorrai bene, quando sceglierai di dedicarti tempo e attenzione, quando sarai pronta a diventare una nuova te stessa.

Nel frattempo c’è l’amore del tuo compagno, ci sono le risate bavose di tuo figlio e le sue manine appiccicose, c’è il tuo lavoro, ci sono le amiche che su Facebook sono disponibili H24.

E, soprattutto, ci sei tu: la più entusiasmante, la più bella, la più fantastica delle donne.
La migliore versione di te stessa.