Essere mamma: dalla teoria alla pratica

Resti incinta e le due lineette del test di gravidanza ti aprono un mondo di nuvolette rosa. Impossibile smettere di fantasticare: come sarà mio figlio, come sarò io, adesso mi compro i libri del dottor Spock, faccio la lista delle pizzerie d’asporto… Ma in ogni caso, avrò una regola, una regola assoluta che non infrangerò mai, costi quel che costi: anche dopo il parto sarò una mamma super trendy, con i tacchi 12 e il passeggino sportivo, i capelli sempre in ordine, un filo di eye liner anche per andare a buttare il sacco dei pannolini sporchi.

Io non sarò come quelle che si lasciano andare, assolutamente.

E poi diciamolo: basta saper educare i figli, mica è una questione di fortuna. Mio figlio dormirà tutta la notte, mangerà le verdure e forse sarà anche molto intelligente.

NON CI VUOLE MICA UNA SCIENZA.

 
Il giorno del parto, poi, arriva lui, una specie di pallone da rugby del peso specifico del piombo, brutto e raggrinzito come ET quando sta perdendo le forze, con la faccia schiacciata e le unghie affilate: tuo figlio. E’ un figlio bellissimo, e il pediatra ha comunque giurato che quel colorito verdastro sparirà presto. Il corredino super trendy di Dolce & Gabbana gli andrà irrimediabilmente stretto o irrimediabilmente largo, ma è comunque tuo figlio: una volta finito il trauma del parto saremo tutti a casa e TUTTO ANDRÀ COME PREVISTO.

Da quel momento, tu, ragazza metropolitana cresciuta a metà tra il diario di Bridget Jones e Sex and The City, sarai come una splendida tappezzeria vintage: tua suocera ti strapperà il bambino dalle braccia alla prima occasione, e ti dirà cose bellissime, come:
– assomiglia tutto alla nonna!;
– dammi il MIO bambino, l’amore della nonna, vieni ANNONNATUA;
– vuoi che ti aiuto un pochino?: tu pulisci casa che io ti tengo il bambino;
– quando pensi di metterti un po’ in forma? Hai la pancia.

Tu, che sotto quelle occhiaie da panda in cattività possiedi ancora una scintilla di vita, in qualche modo sopravviverai ai primi 12 mesi di maternità: imparerai a memoria le canzoni dei Teletubbies, riuscirai a lavarti i capelli entrando nel guinnes dei primati per la doccia più veloce del mondo, tornerai a fare sesso con tuo marito (protetto… stavolta non ti fregano più), e incredibilmente sarai persino felice che tua suocera abbia smesso di rivolgerti la parola per dedicarsi completamente al nipote, stordendolo per ore con: puccipicci bububu bebe gugu settete amoredellanonna!
(Credimi, un giorno tuo figlio capirà da solo in quale anello della scala evolutiva si trovi tua suocera: non dovrai nemmeno sforzarti di dargli spiegazioni).

Certo, alcune cose cambieranno (no, non erano ancora cambiate abbastanza):

Piangerai quando c’è la pubblicità delle calze che dice ‘speriamo che sia femmina’ – anzi, piangerai AD OGNI pubblicità film, cortometraggio e persino probabilmente guardando youporn.

Le unghie non smetteranno più di crescere: ogni giorno cresceranno di un centimetro, e dovrai dedicare un’ora alla settimana a tagliarti le unghie delle mani e dei piedi, e sommando tutte le ore passate a tagliarti le unghie, vivrai circa 2 anni in meno del resto della popolazione.

Il tuo senso dell’udito diventerà bionico: potresti sentire il battito d’ali di una farfalla che nasce a Pechino. Dormire sarà una gimcana tra i suoni della notte: bambino, parquet, uccellini che cantano, pesce rosso che nuota nella vaschetta, camion della spazzatura, camion pulisci strade, TICCHETTIO DELL’OROLOGIO DELL’APPARTAMENTO DI FIANCO. Sarà rilassante.

Immortalerai qualunque istante di tuo figlio: mentre mangia, mentre fa la cacca, mentre fa la pipì, mentre gioca, mentre cammina, mentre dorme, mentre fa niente. Il salvaschermo del tuo PC e del tuo telefonino saranno pieni di foto del bambino. In una riunione di lavoro, aprendo il file salvato sulla chiavetta nella cartella ‘colloquio promozione che mi cambierà la vita‘, partirà il video della prima pappa di tuo figlio e sarà impossibile fermarlo.

Non posso rimproverarti: ho ripreso la prima pappa di mia figlia con un video che in confronto il rifacimento storico del National Geografic sulla Guerra dei Cent’anni era un cortometraggio. E da lì, è stato tutto un frullare, omogeneizzare, tritare, sminuzzare, mescolare. Durante il periodo dello svezzamento avevo perso l’olfatto: in casa l’odore di brodo si era impossessato dei divani, delle lenzuola, dei vestiti, delle tende… Uscivo di casa e l’odore del brodo era ancora fissato dentro il mio cervello, un odore psicologico, come quando continui ad annusarti le ascelle in ascensore, con molta discrezione, per poi accorgerti che il custode del palazzo ti vede dalla telecamera centralizzata.

Beh, alla fine, pure questo passa. Non so dirti come o quando è successo, ma dopo attimi di puro terrore (non ce la farò mai, sono troppo stanca, sono una cattiva madre, QUANDO ME LO PRENDONO AL NIDO CHE NON LO SOPPORTO), ecco, ad un certo punto senti di aver superato la soglia critica.SEI SOPRAVVISSUTA.

E, ti dirò, guardandoti indietro, ti renderai finalmente conto che – oh – ti sei pure divertita!

Persino mia figlia in qualche modo è sopravvissuta. Ha raggiunto l’età dei 6 anni, ha imparato a leggere e scrivere e anche – in caso di necessità – a chiamare il telefono azzurro. Ha imparato ad apparecchiare il tavolo e a prepararsi da sola i toast con la sottiletta, scalda la tisana nel microonde, e, soprattutto: LA DOMENICA MATTINA SI ALZA DA SOLA, SI ACCENDE LA TV E NOI POSSIAMO DORMIRE.

Quindi, quando pensi, come madre, di non farcela, ricorda una cosaprima o poi questi figli saranno adolescenti, e saremo noi a fargliela pagare anche se la teoria è sempre, SEMPRE diversa dalla pratica, aver studiato un po’ ti sarà servito a stare meglio. Nel frattempo avrai un bravo compagno o una brava compagna, a fianco, che ti aiuterà al 50%, ma soprattutto subirà in silenzio – e con affetto – ogni momento di ‘sconvoltezza’, ogni esaurimento e soprattutto ogni stanchezza.

Prima o poi essere madre ed essere te stessa saranno la stessa cosa: quando tu ti vorrai bene, quando sceglierai di dedicarti tempo e attenzione, quando sarai pronta a diventare una nuova te stessa.

Nel frattempo c’è l’amore del tuo compagno, ci sono le risate bavose di tuo figlio e le sue manine appiccicose, c’è il tuo lavoro, ci sono le amiche che su Facebook sono disponibili H24.

E, soprattutto, ci sei tu: la più entusiasmante, la più bella, la più fantastica delle donne.
La migliore versione di te stessa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *