Parto in acqua: Pro e Contro

Qual è il sogno di ogni donna che si avvicina al parto? Sicuramente quello di far venire alla luce il proprio piccolo senza patire le pene dell’inferno. Tralasciando l’epidurale, che riduce ma non elimina del tutto il dolore , o il taglio cesareo che è un caso a parte in quanto la donna è sotto effetto della anestesia spinale, il sogno di un parto il più possibile indolore si è concretizzato, ormai parecchi anni fa, con l’avvento del parto in acqua, definito da tanti come il modo più dolce per venire al mondo.

Tuttavia, nonostante siano passati oltre 30 anni dal primo parto in acqua, tale metodo è ancora oggi argomento di discussione, proprio perché non immune ad effetti collaterali.

Se da un lato, infatti, partorire in acqua determina un maggiore rilassamento, riduce i tempi di travaglio e comporta una netta riduzione, rispetto al parto convenzionale, delle richieste di epidurale, dall’altro non vi è alcuna garanzia che tale tipologia di parto comporti effettivi benefici per la madre e il nascituro, o almeno così dicono gli esperti dell’American Academy of Paediatrics e dell’American College of Obstetricians and Gynaecologists, che sotto certi aspetti considerano il parto in acqua addirittura dannoso.

Ma facciamo un po’ di chiarezza analizzando nel dettaglio i pro e i contro del parto in acqua.

Cominciamo con i pro. Per quanto riguarda la mamma, i già citati benefici dipendono strettamente dall’acqua calda e dal galleggiamento che aiutano, appunto, a favorire la produzione di ossitocina, un ormone peptidico indispensabile per stimolare le contrazioni uterine; a migliorare la circolazione sanguigna abbassando la pressione arteriosa e anche a rilassarsi agevolando il rilascio di endorfine con conseguente inibizione del dolore. Per quanto riguarda invece il bambino, l’acqua calda riduce lo stress della nascita poiché, rappresentando un ambiente piuttosto simile al sacco amniotico, rende meno traumatico il passaggio dal ventre della mamma all’acqua della vasca.

Passiamo ora ai contro. Da uno studio condotto sui vantaggi e gli svantaggi del parto in acqua è emerso che per il 12% dei bambini nati in acqua si sono rivelate necessarie alcune cure speciali. Fra i potenziali rischi, tutti rarissimi, segnalati dagli esperti americani contrari al parto subacqueo rientrano, infatti, infezioni materne e neonatali dovute all’acqua sporca, alcune gravi emorragie, convulsioni, problemi respiratori e annegamenti. Tuttavia, altri esperti hanno però ridimensionato tali effetti collaterali sostenendo che il bambino non corre assolutamente il rischio di annegare, poiché il riflesso respiratorio prende il via solo dopo che il bebè avverte la variazione di temperatura, e che, se ci si attiene rigorosamente al protocollo, è possibile escludere anche i rischi igienici di infezione.

Infine è importante ricordare che esistono alcune situazioni in cui è vivamente sconsigliato partorire in acqua. La gestosi, l’ipertensione arteriosa e la sofferenza fetale dovuta, ad esempio, a un parto multiplo, prematuro o oltre termine (tutti casi che potrebbero richiedere interventi di emergenza) sono alcune delle principali controindicazioni all’uso della vasca. Lo stesso discorso vale inoltre per le donne che portano in grembo un bambino in posizione podalica.

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