Cose che non sopporto nell’essere mamma

Parto da un presupposto: la maternità non è stata mai un idillio, per me, nel senso che non mi sono mai sentita investita da un’aura di santità quando sono diventata mamma, soprattutto i primi 3-6 mesi di vita di Dafne. Tuttavia, ho avuto una maternità divertente, che mi è costata poca fatica, per una serie di fortunate circostanze su cui non rimarco troppo (sonno, svezzamento, ecc…) che sicuramente mi rendono una privilegiata rispetto a chi ha avuto bimbi che non dormono una cippalippa, o che non mangiano, o che, soprattutto, non stanno bene.

Insomma, non ho mai visto la maternità come un’ideale a cui tendere: sono sempre stata molto concreta. Non ho idealizzato il mio ‘ruolo’, che ritengo fondamentalmente identico a quello di mio marito, e non ho mai creduto di essere più importante di lui nella vita di Dafne, nemmeno nei primi mesi di vita.
No, non farei un secondo figlio, ma con Dafne è stato divertente fare la mamma e lo sta diventando sempre di più con la crescita, ed è avvenuto tutto in modo molto naturale.

Insomma: tutta questa lunga premessa per dire che, sì, essere mamma ti fa venire le occhiaie, ma per me è stato anche molto entusiasmante e non mi posso DI CERTO lamentare.

Però… però ci sono delle cose dell’essere mamma che proprio non mi garbano, ma per niente. Per esempio odiavo lavare e sterilizzare i biberon, detestavo l’odore permanente di brodo durante lo svezzamento, e naturalmente la vita scandita da blocchi di 3 ore in 3 ore: delirante. Non sopportavo che gli estranei mi toccassero la pancia, non sopportavo chi mi portava via la bambina dalle braccia senza garbo (e senza chiedere), e non sopporterò mai quello stato di semi-invisibilità che deriva dall’essere madre, quando in pratica tu non esisti più e sei trasparente, e le attenzioni sono concentrate tutte sul bambino. Per non parlare di quanto mi sento chiamare: Mamma di Dafne. Maporcapaletta, io mi chiamo Barbara, non MammaDiDafne!

Ma una cosa, soprattutto, mi pesa un sacco: non poter  essere una non-mamma per qualche ora al mese. Spero che mia figlia stia sempre bene, e spero con tutta me stessa di restare mamma per sempre, e di rispettare il ciclo della vita. Ma ogni tanto mi piacerebbe potermi prenderequalche ora di libertà dalla mammitudine, e tornare ad essere semplicemente Barbara, poter fare qualcosa di stupido e irresponsabile, poter staccare la spina per qualche minuto.

Perchè nella vita puoi prendere le ferie da tutto: dal lavoro, dai parenti, dagli amici e persino dal marito. Ma non dai figli.
Quando diventi mamma, ti si appiccica un bollino di mammitudine nel cervello, per cui, anche se esci o se vorresti dormire fino alle 9, la tua mammitudine non può essere cancellata.

Per fortuna, eh… non dico assolutamente il contrario.
Certo, però, che una volta mi piacerebbe potermi regalare un weekend di puro ozio, svegliandomi a mezzogiorno e stando sola in una casa silenziosa, senza il pongo sotto le ciabatte e il moccolo sulla maglia, mangiando alle due del pomeriggio e non alle 12 in punto, leggendendo un libro dall’inizio alla fine… e soprattutto senza dovermi occupare d’altri che DI ME STESSA.

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